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Firenze capitale italiana del microcredito
Ci spostiamo a Firenze dove incontriamo il progetto di microcredito facente capo al Fondo Etico e Sociale Le Piagge di Firenze.

“La mente dell’iniziativa è stata don Alessandro Santoro, il parroco del quartiere Le Piagge”, precisa subito Chiara Manetti che, insieme al marito Fabrizio Cherubini, è una importante figura di riferimento per il progetto di Microcredito.

“L’idea di don Alessandro, che noi abbiamo subito accolto”, racconta, “è stata quella di fare qualcosa nel quartiere per il quartiere”. Un quartiere periferico popolare, come racconterà poi la coordinatrice, caratterizzato da ampi fenomeni di marginalità sociale ed economica. All’interno della Comunità delle Piagge, una vasta e articolata realtà associativa che comprende numerose iniziative, per la nascita del progetto di microcredito ha avuto un ruolo cruciale la Cooperativa il Cerro.

“La Cooperativa”, spiega Chiara Manetti, “aveva l’opportunità di raccogliere capitale sociale attraverso prestiti sociali”. È cominciata, quindi, la raccolta di denaro attraverso la costituzione di un Fondo Etico e Sociale che, a distanza di cinque anni, ha raggiunto quota 100 mila euro, depositati presso la MAG 6 (Mutuo AutoGestita) di Reggio Emilia, una delle cooperative finanziarie che per prime, in Italia, hanno avviato progetti di microcredito.

Il Fondo Etico e Sociale funziona così: per aderire al fondo è necessario versare una quota partecipativa che va da un minimo di 25 ad un massimo di 4.000- 5.000 euro. Chi versa una certa quota, di fatto, presta una somma al Fondo e, al tempo stesso, ne diventa socio; le risorse così accumulate vengono impiegate per concedere micro- prestiti a persone in difficoltà che vivono nel quartiere Le Piagge.

“Ci sono due tipi di prestiti, la cui durata comunque non supera i tre anni: quelli “al consumo”, che rappresentano circa l’80% delle richieste, e in genere servono a finanziare il pagamento di bollette arretrate, delle spese mediche oppure, ad esempio, l’assicurazione della macchina; in questo caso”, spiega Chiara Manetti, “l’importo massimo del microcredito è di 2.600 euro”. L’altro 20% delle richieste, invece, riguarda finanziamenti per la costituzione di micro-imprese, per un importo che non deve superare i 7.000 euro.

Nei cinque anni di attività del Fondo, il progetto ha reso possibile, ad esempio, la creazione di una “bottega di economia alternativa”, dove si possono trovare prodotti del commercio equo e solidale ma anche di artigianato locale. Sono stati finanziati un’attività di giardinaggio, ed una agricola, mentre una piccola impresa edile ha ricevuto un prestito per l’acquisto di un mezzo di trasporto (l’ Ape).

Cosa deve fare chi vuole ricevere un micro-prestito dal Fondo Etico e Sociale? Recarsi presso la Comunità delle Piagge e consegnare una lettera con la richiesta di finanziamento. A questo punto la persona viene contattata e incontra la Commissione del Fondo Etico, di cui fanno parte 12 persone, le quali valutano insieme al richiedente l’eventuale erogazione del credito.

“Il prestito non viene concesso in modo automatico”, spiega Chiara Manetti. “Basti pensare che, tra le numerose richieste, c’è stata quella di un ragazzo rom che chiedeva un prestito per finanziare l’acquisto della moglie…”.

Dopo aver ricevuto il parere positivo della Commissione (“ma non è stato il caso del ragazzo cerca-moglie”), il progetto di finanziamento viene presentato all’Assemblea dei Soci che dà l’eventuale ok alla richiesta. A questo punto, tutta la modulistica viene inviata alla Mag di Reggio Emilia che prende la decisione definitiva in merito all’erogazione del prestito.

Una procedura abbastanza complessa, che può richiedere anche diverse settimane, dal momento che l’Assemblea dei soci si riunisce ogni uno o due mesi. Qual è il tasso di interesse applicato ai prestiti dalla Mag, che concretamente eroga il finanziamento? È pari al tasso di inflazione più uno spread del l’1,5%, che serve per coprire le varie spese.

A proposito. Quanto costa la gestione del Fondo in un anno? “circa 600-700 euro in tutto, tra cui vanno contabilizzate le spese del commercialista, che segue le pratiche amministrative, le spese di cancelleria, le spese postali legate all’invio delle lettere di convocazione e degli estratti conti mensili ai vari soci”, spiega Chiara Manetti. Queste spese vengono finanziate in parte grazie agli interessi maturati dal Fondo depositato presso la Mag, pari all’inflazione meno lo 0,6%.

“Ai nostri soci che hanno versato una certa quota noi garantiamo lo stesso interesse; in pratica, però”, spiega la coordinatrice del progetto, “la maggior parte di loro rinuncia agli interessi maturati, e questo contribuisce a coprire tutte le spese”.

Facendo un bilancio, dal 2001 all’ottobre di questo anno sono stati concessi 78 prestiti per un totale di 193.000 euro circa. E il tasso di sofferenza? “zero”. Anche perché, spiega la coordinatrice del progetto, in caso di difficoltà nel rientro del capitale, scattando dei meccanismi di flessibilità che permettono, ad esempio, di ridurre l’importo della rata o di interromperne il pagamento per due o tre mesi. Una cosa tiene a precisare la coordinatrice: “il nostro progetto di microcredito è un aiuto concreto alle persone in difficoltà che vivono nel quartiere; il prestito però, non rappresenta il fine dell’iniziative, quanto, piuttosto, il mezzo per costruire e rafforzare le relazione tra le persone”.

Lo scorso 10 ottobre, sempre a Firenze, un altro quartiere è stato protagonista di un accordo tra il Fondo Essere del Quartiere 4 e la Banca del Chianti Fiorentino.

Il Fondo Essere già dal 2002 è impegnato nell’assistenza economica delle famiglie: in quattro anni sono stati erogati più di 170 mila euro, sotto forma di 150 “prestiti senza interesse”.

Al centro del protocollo, invece, si trova un vero e proprio progetto di microfinanza che dovrebbe partire a gennaio e vede agire di concerto la Banca e il Fondo per agevolare il credito verso coloro che si trovano in una situazione di difficoltà economica all'interno del territorio a sud-ovest della città. Il progetto permetterà di finanziare ad un tasso del 3% prestiti fino a 5.000 euro (fino ad oggi il fondo erogava prestiti fino a 2.500 euro), mentre è previsto un massimale di 10.000 euro per le piccole e medie imprese del territorio.

È previsto anche un incremento del fondo di garanzia attraverso prodotti finanziari di risparmio etico: l'istituto di credito, infatti, emetterà obbligazioni che potranno essere sottoscritte da persone, associazioni e organizzazioni sensibili alla povertà urbana che persiste nella periferia fiorentina. Coloro che sottoscriveranno le obbligazioni si impegnano a destinare una parte degli interessi percepiti a favore del Fondo Essere, con il vantaggio di poter portare in deduzione dal proprio reddito l'importo erogato.

Rispetto ad altri progetti, c’è una differenza sostanziale: in caso di mancata restituzione del prestito, il 50% della perdita viene “coperto” dal Fondo Essere, l’altra metà esce dalle tasche della Banca del Chianti Fiorentino. Questo, a dire il vero, non accade per la totalità dei prestiti, ma solo su quelli per i quali la banca si impegna a sostenere il rischio di credito. Non è poco, comunque, se si pensa che nella quasi totalità dei progetti italiani di microcredito, la banca si limita ad svolgere il ruolo di partner operativo e non si espone neppure per un centesimo.

Per Maurizio Dolfi, animatore del Fondo Essere: “Questa operazione riveste un particolare valore perché molte famiglie non riescono a soddisfare bisogni semplici ma sempre più impellenti: dall'acquisto dei libri scolastici al pagamento puntuale delle bollette, dalla spesa quotidiana all'acquisto di farmaci o articoli sanitari; ma anche per la riparazione improvvisa della lavatrice o del frigorifero, o per pagare il meccanico che ha aggiustato l'utilitaria necessaria per andare a lavorare.

Tutte questioni risolvibili con poche centinaia di euro, ma che diventano macigni pesantissimi per chi non dispone della cifra necessaria. Chi non ha amici o parenti vicini”, conclude Dolfi, “in questi momenti rischia spesso di cadere nel vortice dell'usura con costi personali, economici e sociali pesantissimi. Il Fondo Essere è nato a partire da questa consapevolezza”. Nel 2007 verranno erogati i primi 20 mila euro; ma la possibilità di aumentare l’importo è legata soprattutto alla capacità di ottenere ulteriori finanziamenti e quindi ampliare il fondo di garanzia.


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Fabrizio Cherubini, socio del Fondo Etico e Sociale Le Piagge di Firenze (foto tratta da un video realizzato da www.metamorfosi.info)

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