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Microattiva compie un anno. E fa un primo bilancio
Dalla parcella del dentista, agli affitti arretrati, fino alle spese per il funerale di un parente. Spese alle quali, complice un momento di difficoltà anche temporanea, non è detto si possa far fronte. È vero, c'è sempre il prestito in banca. Ma ci sono anche quelli che, allo sportello, un finanziamento non lo otterrebbero mai, perché non possono offrire garanzie.

Succede anche a Prato, dove, nel dicembre 2005, ha preso il via il progetto Microattiva, nato dalla collaborazione di Caritas, Cittadinanzattiva, Sanvicenzo de'Paoli, Cariprato (che funge da partner bancario) e Fondazione Cassa di Risparmio di Prato proprio per rispondere alle necessità di tutti quelli che rinunciano all'idea di rivolgersi in banca perché, "tanto, mi sbatteranno la porta in faccia".

Il bilancio di un anno di lavoro è incoraggiante: 86 richieste di finanziamento inoltrate, di cui 39 sono state accolte, per un totale di 151.000 euro. "Le richieste di microcredito riguardano le spese di tutti i giorni, dal dentista, all'affitto arretrato. Ma c'è un altro fenomeno preoccupante: quello di chi si è fortemente indebitato con le finanziarie e non riesce pił a uscirne", spiega Carlo Carlesi, presidente del Comitato Microcredito Progetto Microattiva Onlus, che valuta le singole richieste di finanziamento e le inoltra a Cariprato per la decisione finale sull'eventuale erogazione del credito.

"Si sono rivolte a noi persone che avevano contratto anche pił di un debito contemporaneamente e, a seguito di un evento imprevisto, per esempio la perdita del posto di lavoro, si sono trovate con l'acqua alla gola: noi li aiutiamo a chiudere le pratiche aperte in precedenza", spiega Carlesi. Ma c'è anche il caso del rom che ha chiesto un microcredito per sistemare il tetto del domicilio d'emergenza dove vive con moglie e figlio.

La pratica d'istruttoria è completamente gratuita grazie al Rotary Club Lippi, mentre l'importo massimo dei micro-finanziamenti, è di 5.000 euro, restituibili in cinque anni ad un tasso del 5% che, tuttavia, "dovrebbe scendere al 4%", preannuncia il presidente, "visti i buon risultati di questo primo anno di lavoro, in cui non abbiamo avuto problemi di insolvenza, a parte un singolo caso di ritardo nei pagamenti".

Ad ogni modo, c'è sempre il fondo di garanzia, costituito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, per un totale di 100 mila euro. "Ma l'accordo con Cariprato prevede la possibilità di finanziare un importo totale pari a cinque volte l'ammontare del deposito". A tutti coloro che ricevono il finanziamento, è chiesto un piccolo contributo simbolico, pari all'1% dell'importo finanziato, che va ad alimentare il fondo, mentre un ulteriore impegno potrebbe arrivare dal Comune e dalla Provincia, ai quali il Comitato ha chiesto di fare la propria parte.


26 gennaio 2007


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