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Dal Lazio alla Sicilia, dalla Puglia al Veneto alla Campania: microcredito avanti tutta |
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19 Aprile 2007, Roma. "Oggi c'è bisogno di restituire fiducia, di dare credito. Non si tratta di un semplice slogan ma di un obiettivo politico e culturale, perchè una società più coesa è una società più sicura". Non sono solo belle parole quelle pronunciate da Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio nel presentare il nuovo progetto di microcredito voluto dall'amministrazione regionale.
Grazie alla costituzione di un fondo di garanzia di 3 milioni e 500 mila euro, anche per chi vive nel Lazio sarà possibile accedere a micro-prestiti senza garanzie: i destinatari sono persone che hanno bisogno di un finanziamento "di emergenza" per sostenere spese di prima necessità, ad esempio per la casa, ma anche microimprese e "collettività finanziarie", quindi condomini, mutue, cooperative, che intendono finanziare la ristrutturazione di immobili secondo criteri di eco-compatibilità e di accessibilità per i diversamente abili; infine, detenuti ed ex-detenuti che hanno bisogno di un prestito perché chiedono un'altra opportunità.
Come ha sottolineato l'Assessore al Bilancio in occasione della conferenza stampa, l'obiettivo dichiarato è quello di "raggiungere con aiuti concreti le persone che altrimenti rischierebbero l'esclusione sociale a causa di difficoltà temporanee: la Regione, conclude Nieri, "sceglie di sostituire alle classiche garanzie bancarie l'impegno e la parola. Siamo infatti convinti che un'amministrazione pubblica debba offrire sostegno e opportunità a chi resta escluso dai rigidi meccanismi del mercato".
Per le persone fisiche, l'importo massimo sarà di 10.000 euro, restituibili in 36 mesi, mentre per microimprese e collettività finanziarie, l'erogazione massima prevista è di 20.000 euro, rimborsabili in 84 mesi. A tutti sarà applicato un tasso d'interesse pari all'1%, che sale al 2% solo a fronte di eventuali ritardi nei pagamenti.
Quando sarà attivo il progetto? Per ora l'amministrazione regionale ha messo a disposizione un numero verde (800264525) e pubblicato il bando attraverso cui selezionerà le associazioni no profit che faranno da tramite tra cittadini ed ente erogante. Solo in un secondo momento, quindi, verrà attivata la rete capillare che permetterà ai cittadini di presentare le prime richieste di finanziamento.
13 aprile, Caltagirone. Anche il Comune di Caltagirone raccoglie la sfida del microcredito. Una bella novità per il Sud Italia dove, se escludiamo alcuni progetti isolati, la storia dei micro-prestiti senza garanzia deve ancora muovere i primi passi.
La prima fase del progetto, fortemente voluto dall'Agenzia di sviluppo integrato e dal Comune di Caltagirone, è di tipo puramente formativo e consiste nella selezione di un gruppo di 40 donne disoccupate e/o inoccupate che frequenteranno un corso di 250 ore, di cui 175 di carattere teorico-didattico e 75 di attività pratica.
Solo nel momento in cui le prime "operatrici di microcredito" avranno acquisito le necessarie competenze, partirà la fase due del progetto, che si propone di erogare prestiti senza garanzie fino ad un massimo di 10 mila euro.
"Col microcredito - ha sottolineato il sindaco di Caltagirone, Francesco Pignataro - investiamo sulle persone. Si tratta, di un nuovo modo per fronteggiare le situazioni di povertà e marginalità sociale, ma anche di uno strumento di sviluppo economico per dare vita a esperienze di autoimpiego".
Le domande di ammissione ai corsi devono essere consegnate entro il 14 maggio 2007 alla sede dell'Agenzia di sviluppo integrato, in via Balatazze 3, a Caltagirone.
Lecce, 3 aprile 2007. Si è tenuta oggi, alle 17, presso la sala conferenze della sede della Provincia di Lecce, un incontro con i 229 beneficiari del progetto "Microcredito di Solidarietà - Credito alle Famiglie".
L'iniziativa, realizzata grazie ad una collaborazione tra la Provincia e la Banca Monte dei Paschi di Siena, ha portato all'erogazione di oltre 2 milioni e 68 mila euro in favore di famiglie salentine, che hanno potuto beneficiare di un microprestito senza garanzie per finanziarie spese di prima necessità: dagli affitti arretrati, al primo arredo, dall'istruzione dei figli all'assistenza sanitaria non rimborsabile per figli disabili.
Il progetto sperimentale, con importo e durata massima dei microcrediti rispettivamente di 10.000 euro e 60 mesi, ha coinvolto famiglie con un reddito complessivo compreso tra i 7.500 ed i 20.000 euro, residenti da almeno sei mesi in uno dei comuni della Provincia di Lecce. La priorità è andata a giovani coppie, a famiglie numerose o monogenitoriali con figli minori a carico, e a famiglie con un figlio minorenne disabile.
Grazie al fondo di garanzia istituito dalla Provincia di Lecce presso la Consum.it Spa (Gruppo MPS), i beneficiari hanno ottenuto un prestito a condizioni di favore, con tasso annuo effettivo globale del 6,44% (Tan 5,85%) e spese pratica pari all'1% dell'importo erogato.
Salerno, 29 marzo 2007. Il problema dell'accesso al credito è una piaga che affligge numerose sacche di povertà in tutta la penisola e che non è certo sconosciuta al Mezzogiorno.
Tuttavia, anche nel Sud Italia prendono forma le prime esperienze di microcredito: a Salerno nasce oggi una duplice iniziativa, realizzata grazie all'intervento del Confidi - Consorzio per la Garanzia Collettiva dei Fidi della provincia di Salerno. La prima è finalizzata al sostegno delle piccole e medie imprese, che potranno accedere a finanziamenti di importo compreso tra i 20.000 ed i 75.000 euro. La seconda iniziativa si rivolge a tutte le neoimprese che operano nel salernitano, le quali potranno ottenere un finanziamento massimo di 10.000 euro.
"Se non risolviamo il problema dell'accesso al credito delle piccole e medie imprese", ha dichiarato Marcello Fasano, Presidente del Confidi Salerno non saremo in grado di contribuire concretamente al rilancio economico e produttivo del territorio".
Ad oggi, il meccanismo dei Confidi ha dato prova di essere un valido alleato del microcredito: i Confidi, infatti, sono società, (Consorzi e Cooperative) costitutite da imprenditori con l'obiettivo di migliorare l'accesso al credito bancario da parte della singola impresa associata, attraverso la costituzione di un fondo di garanzia.
Uno dei casi di successo più significativi è rappresentato da Confidi Varese. "I nostri artigiani ci vedono come un interlocutore privilegiato" ha dichiarato Lorenzo Mezzalira, presidente di Artigianfidi Varese: "oggi, assistiamo a un'inversione di tendenza interessante: si è passati dalla richiesta di liquidità a una forte richiesta di prestiti per investimenti". Il riscontro da parte dei beneficiari, in effetti, è ottimo se si considera che il tasso di insolvenza sfiora lo 0,29%.
Recentemente Confidi ha attivato una nuova linea di credito per le start-up e, in collaborazione con l'Associazione Artigiani ha dato vita al concorso "Adotta un nuovo imprenditore", finalizzato a sostenere gli imprenditori che operano nella provincia di Varese.
Ai progetti selezionati sono stati concessi finanziamenti garantiti fino all'80 %, per un tetto massimo di 150 mila euro, oltre alla possibilità di beneficiare per un anno dei servizi erogati dall'Associazione.
Venezia, 27 marzo 2007. 49 mila euro erogati in soli 5 mesi con una media di 4-9 richieste alla settimana: è questo il bilancio del Progetto Microcredito San Matteo, realizzato in collaborazione con la Cassa di Risparmio di Venezia dalla Caritas Veneziana, che ha istituito un fondo di garanzia ad hoc.
Delle 38 richieste di finanziamento presentate in questi mesi, 19 sono state accolte, 7 respinte, mentre 12 sono "in lista d'attesa", a causa dell'esaurimento dei fondi messi a disposizione per il progetto.
"L'iniziativa ha avuto un buon esito" ha dichiarato mons. Dino Pistolato, direttore Caritas - e dunque occorrerà fare una riflessione". E "riflessione" significa, prima di tutto, ipotizzare un ampliamento dell'offerta di microcrediti, attraverso il reperimento di risorse addizionali.
Per adesso, allo sportello Microcredito San Matteo, istituito dalla Caritas, si sono rivolte persone in difficoltà con la restituzione di prestiti precedentemente contratti con le società finanziarie, ma anche pensionati e famiglie che non riescono a sbarcare il lunario, oppure extracomunitari che hanno bisogno di un finanziamento per sostenere il costi della pratica di ricongiungimento familiare.
Parma, 3 marzo 2007. Il fenomeno del microcredito è nato trant'anni fa, e da quando il suo "inventore", il neo premio Nobel per la pace Yunus, ha messo in piedi la Grameen Bank, in Bangladesh, di strada se n'è fatta tanta. Ma in molti Paesi, compresa l'Italia, mancano le competenze.
Proprio per far fronte alla carenza di figure professionali ad hoc, l'Università degli Studi di Parma ha istituito, in collaborazione con il Consorzio Etimos e la Fondazione culturale Responsabilità Etica, un Master in Finanza per lo Sviluppo. Lo scorso tre marzo, sono stati proclamati presso la Facoltà di Economia dell'Università di Parma i primi 21 "laureati in microcredito".
Tra il 2005 e il 2006 hanno dovuto frequentare un corso teorico della durata di nove mesi, a cui ha fatto seguito uno stage presso alcune delle più importanti istituzioni di microfinanza mondiali. Per loro si prospetta l'inserimento lavorativo presso enti pubblici e privati, fondazioni, banche, associazioni e Organizzazioni non governative impegnate nell'ambito della cooperazione allo sviluppo.
Intanto, ad ottobre è partita la seconda edizione del Master. Entro il mese di luglio devono essere presentate le iscrizioni alla prossima edizione.
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COPERTINA MICROCREDITO
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Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della Regione Lazio

Giovanni Pellegrino, presidente della Provincia di Lecce

Laura Foschi, coordinatrice Servizi Non Finanziari per il consorzio Etimos
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