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Il Microcredito: arma contro l'usura
Il microcredito può essere un'arma contro l'usura. Lo ha detto Anna Maria Tarantola, Direttore Centrale per la Vigilanza Creditizia e Finanziaria di Bankitalia, intervenendo alla giornata di riflessione sull' indebitamento delle famiglie e delle imprese in Italia 2007, tenutasi a Roma il 15 novembre scorso.

Se è vero che, osserva il Direttore Centrale, "la concorrenza tra gli operatori finanziari, l'ampliamento della gamma dei servizi offerti, la trasparenza delle condizioni contrattuali e un adeguato livello di conoscenza dei prodotti e dei servizi da parte della clientela possono contribuire alla prevenzione dell'usura, tuttavia questi fattori non possono fronteggiare anche l'emergere di situazioni di maggiore difficoltà economica nelle quali il rischio di usura si accresce notevolmente".

La soluzione viene identificata nella predisposizione di interventi ad hoc improntati a principi di solidarietà sociale ed economica. "In questa prospettiva, possono contribuire in modo significativo alcune esperienze", ha chiarito Tarantola: "le iniziative in tema di microcredito e quelle volte a fornire assistenza nella richiesta di finanziamento da parte di fasce di clientela a maggiore rischio - anziani, immigrati, dipendenti con contratti precari, i Consorzi di garanzia collettiva fidi, le associazioni e le fondazioni antiusura".

Anna Maria Tarantola ha sottolineato, in particolare, l'importanza dei Confidi nella concessione del credito: "I consorzi di garanzia collettiva fidi", ha detto il dirigente, "facilitano la valutazione del "merito di credito" delle piccole e medie imprese e costituiscono forme di attenuazione del rischio creditizio particolarmente efficaci, basate sul controllo reciproco fra le imprese associate".

Ma il microcredito è uno strumento efficace anche a favore delle famiglie ed in particolare dei cosiddetti unbanked i soggetti non bancabili che non riescono ad accedere con facilità al credito bancario. Una realtà, quella dei prestiti senza garanzia, che ha preso piede anche nei Paesi industrializzati, che, come l'Italia, si trovano a fronteggiare un crescente domanda potenziale di piccoli finanziamenti, connessa alla diffusione delle forme di lavoro a carattere precario e al crescente sviluppo del segmento sociale degli immigrati: un target che spesso mira ad un miglioramento delle proprie condizioni di vita attraverso l'avvio di microimprese. "Attraverso la concessione di piccoli prestiti e il finanziamento di microattività produttive si fornisce un contributo di assoluto rilievo alla riduzione di richieste di prestiti illegali", ha chiarito Anna Maria Tarantola: "si tratta di un settore nel quale deve svilupparsi l'iniziativa congiunta del sistema bancario e delle associazioni".

La dirigente di Bankitalia spiega, infine, la necessità di un intervento da parte del legislatore sul tema del sovraindebitamento, allo scopo di trovare forme di sostegno alle famiglie che si trovano in una situazione oggettiva di rischio usura. "Diversi sono i fattori che concorrono al sovraindebitamento", conclude Tarantola, "non tutti direttamente riconducibili all'eccessivo ricorso al credito; va infatti considerato che tra le "passività" delle famiglie figurano anche debiti di diversa natura - spese sanitarie, abitative e di sussistenza".

Di microcredito come strumento per combattere l'usura si è parlato il 7 dicembre anche nella Provincia di Perugia, in occasione di un incontro promosso dall'Unione Province Italiane (UPI).

"La microfinanza è caratterizzata da prestiti di importo molto contenuto e da una bassa e da una bassa incidenza delle sofferenze nel portafoglio crediti del settore. Il microcredito rappresenta così un valido strumento per combattere il fenomeno dell'usura, promuovere efficacemente lo sviluppo economico e sociale del territorio, far emergere il sommerso attraverso la ufficializzazione di micro attività per poter accedere ai servizi finanziari. Tuttavia", ha detto l'assessore alle politiche del lavoro, Giuliano Granocchia, "per far sì che il microcredito diventi una pratica sempre più diffusa occorre il coinvolgimento di più soggetti come il Sistema camerale, i Consorzi di garanzia fidi (che si impegnano a coprire il 50% dei rischi connessi all'operazione), gli istituti di credito, gli enti locali, le organizzazioni sindacali, e i micro imprenditori". Per realizzare questo obiettivo è necessario da un lato la creazione, tra le varie associazioni di categoria, di un network di consulenti specializzati nelle micro-imprese; dall'altro, la sottoscrizione di accordi con banche e confidi per l'erogazioni di prestiti ai micro imprenditori.

A inizio settembre un'altra iniziativa vedeva protagonista la città di Firenze, dove il 7 novembre si è concluso un accordo per facilitare il credito bancario agevolato a favore delle famiglie in difficoltà con la rata del mutuo o dei prestiti; si tratta di un vero e proprio protocollo antiusura sottoscritto dal prefetto de Martino, Banca d'Italia, Carifirenze, Confcommercio, Confartigianato, Toscana Confidi ed altri enti. Gli istituti di credito che hanno aderito all'iniziativa concederanno prestiti a condizioni agevolate proprio alle famiglie che si trovano in situazione di "sofferenza". A garantire le banche da eventuali insolvenze saranno appositi fondi di garanzia statali.

L'accordo prevede anche la costituzione di un Osservatorio per promuovere iniziative di informazione sull'utilizzo dei fondi anti-usura, sull'attività di microcredito e per contrastare la presenza di fenomeni di pubblicità ingannevole.


10 dicembre 2007


COPERTINA MICROCREDITO

Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia


Giuliano Granocchia, Assessore alle politiche del lavoro della Provincia di Perugia

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