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Anche le Fondazioni sono protagoniste
Sta per partire il progetto di Microcredito Sociale della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi. Al momento si stanno definendo le modalità operative dell’iniziativa, che nasce da uno studio diretto ad individuare situazioni di disagio e specifiche esigenze manifestate dalle persone nel territorio.

Si va dalla famiglia monoreddito o monogenitoriale che ha difficoltà a trovare i soldi per l’acquisto dei libri per i figli; alla persona che non può permettersi di pagare il deposito cauzionale necessario per la stipula di un contratto di locazione; a quella che ha bisogno di acquistare un motorino per andare al lavoro.

Secondo uno studio di fattibilità che la Fondazione ha realizzato e che traccia le linee guida del progetto in costruzione, si potrebbe prevedere un importo massimo del singolo prestito attorno ai 4.000 euro, restituibile in un massimo di 48 rate mensili, ad un tasso di interesse del 4 % circa.

L’idea è quella di operare in rete con le Associazioni di volontariato che dovrebbero costituire le “antenne” del territorio, raccogliere le richieste ed individuare le situazioni sulle quali intervenire. Si tratta, ad ogni modo, di una semplice previsione perché l’iniziativa, che dovrebbe partire nei primi mesi del 2007, deve ancora essere pianificata ed articolata nel dettaglio.

Degna di nota è anche l’esperienza della Fondazione SanCarlo, una delle prime realtà che, già nel 1999, ha accolto la sfida del microcredito in Italia. In quasi sette anni, il progetto ha permesso di finanziare microprestiti per oltre 260 mila euro ad un tasso effettivo del 2,28% e per importi massimi di 7.500 euro; tutto questo, grazie alla costituzione di un Fondo rotativo che è stato realizzato attraverso donazioni.

La mission del progetto è quella di finanziare piccole imprese in fase di start up, fare credito a persone che hanno un progetto imprenditoriale valido ma, a causa della mancanza di garanzie adeguate, non riescono ad ottenere un prestito attraverso i canali bancari tradizionali.

Al momento il progetto della Fondazione è, tuttavia, in fase di stand by, a causa di alcuni problemi riscontrati in termini di insolvenza: “Abbiamo diversi casi di persone che sono in difficoltà con la restituzione del prestito, ed è chiaro che, se il capitale prestato non rientra”, spiega un portavoce della Fondazione SanCarlo, “non possiamo erogare altri finanziamenti”.

Spesso le persone che si rivolgono alla Fondazione per il prestito vengono presentate dalla rete di parrocchie con la quale l’istituto è in contatto. “Il problema”, prosegue, “è quello di responsabilizzare i soggetti che ci presentano la persona, in modo da creare una sorta di “filtro”, che permetta di finanziare soltanto i progetti che hanno una fattibilità economica”.

Al giugno 2005 risale, invece, il lancio di un’iniziativa promossa da Fondazione Cariplo e Banca Intesa: “Project Malawi”, un piano di soccorso che coivolge alcune ong italiane (Comunità di Sant’Egidio, Save the Cildren, Cisp, gli Scout) su quattro fronti: lotta all’Aids, educazione sanitaria e sessuale, cura degli orfani e sostegno alle microimprese, quindi microcredito.

“Resteremo per altri dieci anni, resteremo per tutto il tempo necessario” ha dichiarato Corrado Passera, ad di Banca Intesa che, insieme alla Fondazione, ha messo a disposizione 9 milioni di euro in tre anni, di cui 3 milioni sono già stati spesi.

Torino, Bologna, Siena, Firenze, Vicenza, Padova, Pordenone, Carpi: in Italia i progetti di Microfinanza sono diffusi soprattutto nel centro-nord e, come si evince chiaramente dai casi presi in esame, le iniziative possono variare anche molto in termini di importo, durata, condizioni applicate ai prestiti.

E nei Paesi in Via di Sviluppo? Anche in questo caso, è difficile fare generalizzazioni: i tassi applicati da chi fa microcredito si aggirano attorno al 2-3%, ma possono toccare anche punte molto più elevate.

La ragione è che prestare piccole somme di denaro, come avviene per definizione nel microcredito, è particolarmente oneroso: perchè i costi relativi all'attivazione di un prestito non variano di molto in relazione al suo ammontare; le entrate, invece, sì, e naturalmente, nel caso di un microfinanziamento, sono inferiori. Poi è necessario considerare anche il tasso d’inflazione, che in molti Paesi in via di sviluppo è ben più elevato di quello Europeo. Ecco perchè i tassi applicati dalle banche commerciali locali possono apparire eccessivi. D’altra parte bisogna anche chiedersi: qual è l’alternativa per chi ha bisogno di un prestito e non può avere accesso ai servizi bancari tradizionali? Una sola: cadere nella trappola dell’usura; per cui, alla fine, è comunque sempre meglio un credito costoso che nessun credito.


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Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa
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