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Isc. Come lo stanno applicando

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Dal 26 maggio è obbligatorio per tutti. E tutti gli istituti di credito hanno dovuto adeguarsi all’entrata un vigore della normativa sugli Isc, aggiornando prima di tutto, i fogli informativi. Ma cosa stanno, concretamente, facendo le banche? Come è stata aggiornata la documentazione? L’indice è stato calcolato da tutte le banche per tutti i 6 profili indicati? Sono state lanciate delle novità? Of è andato a scrutare dietro le quinte per vedere come si sono comportati 7 istituti di credito. Ecco cosa ha scoperto

24 Giugno 2010

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Dal 26 maggio è obbligatorio per tutti. Si tratta dell’Isc, l’indice sintetico di costo che definisce, o almeno dovrebbe, il costo totale che il correntista dovrà sostenere a fine anno. E tutti gli istituti di credito hanno dovuto adeguarsi all’entrata un vigore della normativa, aggiornando prima di tutto, i fogli informativi. In che modo? Che cosa hanno fatto finora le banche? L’Isc è stato calcolato per tutti i 6 profili previsti da Bankitalia? I prodotti a catalogo sono stati modificati?
Ad un mese dall’entrata in vigore della normativa, Of-Osservatorio finanziario ha analizzato i documenti di sintesi e le sezioni informative di 7 istituti di credito tra i principali sul mercato, scegliendone 5 tradizionali (Intesa Sanpaolo, UniCredit, MPS, BNL e Banca Sella) e 2 solo-online (ING Direct e WeBank). E ha messo a confronto i primi Isc calcolati per i principali prodotti a catalogo. Ecco cos’ha scoperto.

Intesa Sanpaolo ha pubblicato sul sito istituzionale, nella sezione dedicata ai conti correnti, un approfondimento relativo all’Isc, che spiega cos’è, come funziona e come viene calcolato il nuovo indice appena introdotto. Mentre, all’interno dei fogli informativi, l’indice è stato calcolato solo per i profili adatti al particolare tipo di conto. La banca, infatti, fa sapere che alcuni prodotti a catalogo, in particolare i conti ‘a pacchetto’, caratterizzati da funzionalità specifiche, riportano il calcolo dell’Isc solo per il profilo che meglio si adatta a descrivere il prodotto. Mentre il campo relativo ai profili ai quali tale conto non è destinato, riporta semplicemente la dicitura: “non adatto”. Così, ad esempio, sfogliando il foglio informativo di Premium, il conto corrente personalizzabile che permette di ridurre il canone mensile (fino ad azzerarlo) all’aumentare del patrimonio, si scopre che il prodotto non è adatto ai giovani, che operano online o allo sportello. Mentre sul foglio informativo di Zerotondo, il conto studiato per chi usa soprattutto il web, è possibile trovare l’indice calcolato per tutti i profili di utilizzo previsti. Fanno eccezione solo i “conti ordinari”, per i quali la banca ha individuato un solo profilo con operatività molto bassa, poiché non riconducibili a nessuno dei sei previsti dalla normativa. La sorpresa è che Zerotondo, nonostante il nome, non è affatto a zero spese. Nel migliore dei casi, infatti, costa 6 euro (pensionato con operatività bassa) o 10 euro (famiglia con operatività bassa), mentre per i giovani che usano il web arriva a costare 23,90 euro, che diventano 54 nel caso di operatività gestita via filiale. Ha invece un Isc leggermente inferiore e pari a 36,50 euro, la versione dedicata agli under 26 che rende gratuite tutte le operazioni disposte da sportello (Leggi qui).

Si limita ad aggiornare i fogli informativi, Unicredit Banca, che inserisce nel documento di ogni singolo prodotto una tabella riassuntiva con l’Isc calcolato per ogni profilo di utilizzo. Non esiste una sezione informativa ad hoc che spieghi il funzionamento del nuovo Isc, ma solo un link che rimanda al sito di Banca d’Italia. Confrontando il foglio informativo di Genius One con Zerotondo, ad esempio, emerge che, nel caso migliore, per mantenere operativo il conto servono all’anno 27 euro (pensionato con operatività bassa che usa prevalentemente l'online), cioè 4 volte di più del conto di Intesa Sanpaolo, mentre per una famiglia con operatività bassa che usa il web, ne servono 34,40. Un giovane paga l'anno almeno 51,90 euro se usa solo il canale Internet altrimenti il costo praticamente raddoppia raggiungendo quota 114,82 euro. Ma UniCredit propone anche Genius in versione "ricaricabile" che azzera il canone di 5 euro al mese per chi usa di più il conto: mantenendo una giacenza media uguale o superiore a 5mila euro, sottoscrivendo una carta di credito o accreditando stipendi e pensioni. Purtroppo questi vantaggi non si rilevano dall'Isc che nel migliore dei casi è a quota 39,00 euro (pensionato con operatività bassa che usa il web). Mentre sono i giovani a dover pagare di più: 91 euro per chi usa il web, e ben 111,82 euro per chi invece preferisce la filiale. Anche se per gli under 27 UniCredit ha a catalogo un conto dedicato, Genius One Universitari, con Isc inferiore e canone a zero per tutti.

Anche BNL-Gruppo BNP Paribas ha aggiornato tutti i fogli informativi con una tabella completa di tutti gli Isc previsti per ogni profilo di utilizzo. In più ha riorganizzato il suo carnet di conti in base ai tre profili tipo: giovani, famiglia e senior o pensionati. Nessuna spiegazione ulteriore, tranne una nota che informa che si tratta di calcoli indicativi e orientativi, che tuttavia non tengono conto delle peculiarità e dei servizi offerti dai singoli prodotti. Sul documento di sintesi di BNL Revolution si trovano due indicatori sintetici di costo. Il conto, infatti, prevede l’addebito del canone solo nei mesi in cui si effettuano operazioni allo sportello. Per questo motivo viene calcolato l’indice sia nella situazione ipotetica che il cliente effettui solo due operazioni l’anno, con conseguente addebito di due canoni mensili, sia nel caso in cui le operazioni disposte da filiale, con relativo addebito di canone, siano pari a 12. Così, ad esempio, per il profilo famiglie con operatività bassa, l’Isc va da un minimo di 46 euro a un massimo di ben 115 euro: con una differenza di circa il 150%. Mentre l’Isc più basso, pari a 14 euro, è quello per i pensionati con operatività bassa che usano soprattutto l'online per gestire la propria operatività. A seguire, i giovani che usano il web con un indice di poco superiore e fisso a quota 14,70 euro.

Banca Monte dei Paschi calcola l’indice sintetico di costo solo ove possibile, siglando con un “non adatto” i profili per i quali non può essere indicato alcun valore. Così, sul documento di sintesi di Contoonline, si può trovare un valore riferito a tutti i profili, ma solo nell’ipotesi di gestione dell’operatività via internet banking. Mentre per i 6 profili indicati dalla normativa che rappresentano il costo totale sostenuto nel caso di gestione privilegiata via filiale, non è riportato alcun valore. Mio Identykit, invece, il conto personalizzabile con servizi accessori collegati e canone che si azzera progressivamente in base all’operatività, risulta adatto solo per famiglie e pensionati con bassa operatività. Mentre Conto Pensione Corrente calcola l’indice solo per il profilo “pensionati”. Per quanto riguarda gli Isc, il pensionato con operatività bassa che usa preferibilmente il web spende l’anno 115,80 euro, seguito dal giovane con operatività bassa che usa il web con una spesa prevista di 128,10 euro. Per il profilo famiglia che usa molto il conto anche in filiale la spesa minima prevista sale invece a quota 196,50 euro, mentre non superano una spesa annua di 150,80 euro le famiglie con bassa operatività.

Banca Sella calcola l’Isc per tutti i profili indicati dalla normativa, tranne nel caso di prodotti specifici. Così ad esempio, Conto Tuo Clic calcola l’indice solo nel caso di operatività gestita online, mentre non viene preso in considerazione il profilo che prevede la gestione tramite sportello. Mentre per Tuo Valore, il conto con remunerazione all’1,75% se si sottoscrive una contestuale polizza assicurativa CBA Tuo Valore, viene indicato il valore che assume l’Isc solo rispetto ai profili famiglie con operatività media e alta, e pensionati con elevata operatività. In più, direttamente dalla homepage della sezione dedicata ai conti correnti, è possibile accedere ad una sorta di test online, una guida che permette, rispondendo ad alcune domande, di trovare il conto che corrisponde alle proprie esigenze. Una volta selezionati i servizi che si vuole vengano attivati sul conto, il sistema, in automatico, propone una serie di prodotti tra i quali scegliere, riportando anche le tabelle complete con tutti gli Isc.

Sul foglio informativo di Conto WeBank, di WeBank, l’unico prodotto venduto dalla banca solo online facente parte del Gruppo BPM, è possibile rintracciare l’Isc calcolato per ogni profilo indicato da Banca d’Italia. Fatta eccezione per i profili che prevedono un maggior utilizzo di sportello e filiale. E in tutti i casi analizzati l’Isc è sempre a zero. Fisso a zero anche l’indice dell’unico conto corrente di Ing Direct: Conto Corrente Arancio. Calcolato per ogni profilo di utilizzo. Oltre a trovarne indicazione sui fogli informativi, la banca pubblica direttamente in homepage il risultato (leggi l'intervista).

© Of-Osservatorio finanziario - Riproduzione riservata

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